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Buono Docenti: come funziona la Carta del Docente, novità 2026

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La Carta del Docente, anche detta “Buono Docenti”, è il contributo elettronico destinato all’aggiornamento professionale degli insegnanti, che per il 2025/2026 è richiedibile dal 9 marzo 2026 e prevede un importo di 383 euro.

La Carta è utilizzabile tramite buoni digitali e, se l’importo scende rispetto al passato, viene però anche ampliata la platea dei beneficiari, che raggiunge oltre 1 milione di insegnanti aventi diritto.

Il decreto ministeriale n. 59 del 31 marzo 2026 ha stabilito le regole di accesso al buono docenti per l’anno scolastico 2025/2026, definendone criteri, importi, destinatari e limiti di utilizzo.

Cos’è la Carta del Docente e come si utilizza

La Carta del Docente è un portafoglio digitale accessibile dalla piattaforma ufficiale cartadeldocente.istruzione.it. I docenti entrano con SPID di livello 2 o Carta d’identità elettronica, verificano l’importo disponibile e generano un buono scegliendo, in ordine:

    1. Se l’acquisto avverrà online o in un negozio fisico;
    2. La categoria del bene o servizio;
    3. L’importo da spendere.

Il buono prodotto dalla piattaforma contiene codice, ambito, bene, importo e data di scadenza. Non è obbligatorio stamparlo: può essere mostrato all’esercente tramite QR code o codice voucher.

La somma viene scalata solo quando il buono viene validato dall’ente o dall’esercente accreditato. Prima dell’utilizzo, il docente può anche annullare il voucher e riaccreditare l’importo nel portafoglio.

La piattaforma consente inoltre di consultare i buoni già spesi, quelli ancora da utilizzare, lo storico del portafoglio e l’elenco degli esercenti abilitati.

Importo e beneficiari del buono docenti 2026

Tra le novità principali del 2026 c’è la riduzione dell’importo spettante col buono: per l’anno scolastico 2025/2026 la Carta docenti vale 383 euro, e non più 500 euro.

La riduzione dell’importo annuo spettante ad ognuno è però giustificata dall’ampliamento della platea dei beneficiari. Il beneficio viene riconosciuto non solo ai docenti di ruolo, ma anche a:

    • docenti con supplenza annuale su posto vacante e disponibile fino al 31 agosto;
    • docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno;
    • personale educativo delle istituzioni scolastiche statali.

Restano compresi inoltre i docenti in periodo di formazione e prova, quelli dichiarati inidonei per motivi di salute, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o comunque utilizzati, oltre ai docenti delle scuole italiane all’estero e delle scuole militari.

Il Ministero ha indicato una platea complessiva superiore al milione di beneficiari, con oltre 200.000 docenti in più rispetto all’anno precedente.

Il decreto conferma la possibilità di usare la Carta per libri e testi anche digitali, pubblicazioni utili all’aggiornamento, corsi di formazione e qualificazione, corsi universitari e post-lauream coerenti con il profilo professionale, teatro, cinema, musei, mostre, eventi culturali, spettacoli dal vivo e iniziative collegate al PTOF e al Piano nazionale di formazione.

Nel 2026 entrano con evidenza anche strumenti musicali e servizi di trasporto di persone, ampliando l’uso del buono oltre le categorie tradizionali.

Scadenze, hardware e software e casi particolari

Cambia anche la fruizione del buono docenti per l’acquisto di hardware e software. Dal 2025/2026 la Carta può essere usata per questi acquisti solo in occasione della prima erogazione e poi con cadenza quadriennale.

Chi aveva già ricevuto la Carta negli anni precedenti può acquistare hardware e software nel 2025/2026, ma successivamente dovrà rispettare il limite dei quattro anni. La regola vale anche per chi riceve importi in esecuzione di sentenze favorevoli.

Le somme non spese relative all’anno scolastico 2025/2026 potranno essere utilizzate anche nell’anno scolastico 2026/2027, fermo restando il vincolo quadriennale per hardware e software.

Eventuali residui dell’anno scolastico 2024/2025, invece, devono essere utilizzati entro il 31 agosto 2026, perché sono somme già riportate dall’anno precedente.

Per i docenti sospesi per motivi disciplinari, il decreto prevede invece l’impossibilità di usare la Carta, comprese eventuali somme residue degli anni precedenti, e il mancato riconoscimento dell’importo per l’anno interessato.

Per le somme attribuite in seguito a decisioni giudiziarie, il manuale operativo prevede l’invio della documentazione agli Uffici scolastici regionali competenti, che trasmettono la richiesta al Ministero per l’accredito tramite Sogei.

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