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Buoni Pasto Poste Italiane: Come riceverli, dove usarli, novità CCNL

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I buoni pasto sono una delle voci più concrete del welfare aziendale di Poste Italiane: integrano lo stipendio, sono esentasse entro determinati limiti e, dal rinnovo del CCNL valido per il periodo 2024-2027, hanno visto un progressivo potenziamento, sia per il valore sia per quanto riguarda le regole di utilizzo.

Per comprenderne davvero il funzionamento è utile sapere come si maturano e si ricevono, dove si possono spendere e quali sono le novità introdotte dagli accordi contrattuali e dalla normativa attuale.

Di seguito tutto quello che c’è da sapere sui buoni pasto per i dipendenti di Poste Italiane.

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Come si ottengono i buoni pasto Poste Italiane

Per il personale non dirigente del Gruppo, i buoni pasto sono previsti dal CCNL Poste Italiane e dalle intese di secondo livello come componente del sistema di refezione aziendale.

In linea generale, il buono pasto:

    • Spetta per ogni giorno di effettiva presenza in servizio, quando l’orario di lavoro include la pausa pranzo e non è disponibile una mensa aziendale;
    • Di norma non matura in caso di ferie, malattia, permessi retribuiti o altri istituti in cui manca la prestazione lavorativa;
    • Per il part-time, matura solo se l’orario giornaliero copre la fascia tipica del pranzo, secondo quanto disciplinato dal sistema di refezione e dagli accordi locali.

Poste Italiane ha scelto da tempo la concessione tramite modalità elettronica con Postepay Lunch, una carta prepagata collegata ad un applicativo di buono pasto.

I ticket vengono caricati in forma digitale sulla carta intestata al dipendente, e calcolati in base delle presenze rilevate.

Questo sistema consente di:

    • Ricevere i buoni in modo automatico e tracciato;
    • Consultare saldo e movimenti tramite app e portali dei gestori (Pellegrini, Edenred, ecc.);
    • Evitare lo smarrimento o il deterioramento dei vecchi carnet cartacei.

Sul piano economico, il valore di riferimento dei buoni pasto di Poste Italiane è stato progressivamente aumentato: con il CCNL 2021 si è arrivati a 5,84 euro (valore pieno) e 4,34 euro (valore ridotto, per articolazioni orarie più brevi). Tali importi sono stati confermati fino all’entrata in vigore degli incrementi previsti dal rinnovo 2024-2027.

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Dove si possono usare i buoni pasto?

I buoni pasto di Poste Italiane sono elettronici e utilizzabili sulla rete di esercizi convenzionati con i gestori (bar, ristoranti, pizzerie, mense aziendali convenzionate, ma anche supermercati e discount che accettano buoni pasto).

In pratica, il dipendente può normalmente usare Postepay Lunch per:

    1. Pagare un pasto in ristoranti, bar, tavole calde, self-service convenzionati;
    2. Fare la spesa alimentare in supermercati, ipermercati e discount abilitati;
    3. Acquistare alimenti pronti o da cucinare, purché rientrino tra i beni ammessi dalla normativa sui buoni pasto.

Il pagamento avviene come se stessi pagando con una normale carta elettronica sul POS dell’esercente, solo che utilizzerai la Postepay Lunch.

Puoi consultare qui l’elenco delle società abilitate all’emissione dei servizi sostitutivi di mensa (buoni pasto), aggiornato al 28 ottobre 2025.

Dal punto di vista fiscale, per tutti i lavoratori italiani (anche quelli che non lavorano alle Poste) valgono le soglie disposte dall’art. 51 del TUIR e dalla Legge di Bilancio 2020, ovvero:

    • Fino a 8 euro al giorno per i buoni pasto elettronici, l’importo è esente da tasse e contributi;
    • Fino a 4 euro al giorno per gli eventuali buoni cartacei.

Se il valore del ticket supera questi limiti, solo la parte eccedente diventa imponibile in busta paga. Nel caso delle Poste, gli importi previsti dal CCNL restano ben al di sotto delle soglie di esenzione, quindi i buoni pasto normalmente non generano mai imponibile per il dipendente.

C’è poi da tener conto delle nuove scadenze. La Legge sulla concorrenza 2023 (Legge n. 193/2024) ha introdotto regole più stringenti sulla fruibilità dei buoni. Per quelli emessi entro il 1° settembre 2025, la scadenza di utilizzo è fissata al 31 dicembre 2025, e non potranno essere utilizzati oltre.

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CCNL Poste Italiane 2024-2027: cosa cambia per i buoni pasto

Il CCNL Poste Italiane 2024-2027, sottoscritto il 23 luglio 2024, ha introdotto un pacchetto di aumenti economici complessivi stimato in circa 230 euro al mese a regime, tra retribuzione fissa, ticket restaurant, fondo pensione complementare e assistenza sanitaria integrativa.

Per i buoni pasto, l’intesa prevede:

    1. Incremento di 1,26 euro del buono pasto giornaliero rispetto ai valori in vigore al 2023;
    2. Incremento cadenzato del ticket refezione, con step successivi tra il 2025 e il 2027. Per i lavoratori aventi diritto al valore pieno, il buono pasto sarà pari a:
      • 6,30 euro al giorno, per i buoni maturati dal 1° settembre 2025 al 31 agosto 2026;
      • 6,70 euro al giorno, dal 1° settembre 2026 al 31 agosto 2027;
      • 7,10 euro al giorno, dal 1° settembre 2027, con valori proporzionati per chi opera su sei giorni lavorativi o con turni ridotti.

Tali valori valgono per il turno da 7 ore con pausa 12-15, mentre per tutti gli altri casi saranno pari a: 4,80 euro fino al 31 agosto 2026, a 5,20 euro fino al 31 agosto 2027, e a 5,60 euro dal 1° settembre 2027.

Tali novità si affiancano ad altri elementi di welfare aziendale disposti dal CCNL, come:

    • Aumento del contributo aziendale al fondo sanitario integrativo (pacchetto base interamente a carico dell’azienda);
    • Incremento dal 2,3% al 2,5% del contributo aziendale al fondo di previdenza complementare Fondoposte, con impatto positivo sulla pensione futura del lavoratore.

Sul fronte normativo generale, poi, il DDL della Legge di Bilancio 2026 (approvato dal Consiglio dei Ministri e attualmente in sede di valutazione al Parlamento) prevede di innalzare, dal 2026, la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro al giorno, lasciando invariato il limite di 4 euro per quelli cartacei.

I buoni pasto di Poste Italiane dunque, che arriveranno ad un massimo di 7,10 euro al giorno nel 2027, resteranno interamente esenti da tassazione.

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